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Cos’è il Radon e quali sono i rischi per la nostra salute

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Il Radon è un gas radioattivo che non può essere percepito dall’uomo in quanto si presenta invisibile e privo di odore. Al gas Radon è imputabile circa il 50% del totale delle radiazioni a cui siamo esposti giornalmente. Livelli di concentrazione di Radon nell’aria non hanno effetti dannosi sul nostro organismo: i problemi si presentanto nel momento in cui i valori soglia sono alti per tanto tempo.

Da dove proviene il gas Radon ?

La terra e le roccie contengono una minima componente di uranio. Il decadimento di questo elemento provoca la formazione di gas Radon. All’aria aperta è quindi sempre presente ma, le sue concentrazioni, sono sempre più accettabili e non compromettono la salute umana. Se questo è vero per gli ambienti aperti non è possibile asserire lo stesso per gli ambienti chiusi.

Le maggiori concentrazioni di Radon, infatti, sono riscontrabili negli edifici in base al tipo di terreno sul quale sono stati costruiti, e non solo. Se da un lato, infatti, è importante capire che tipo di terreno è alla base del nostro edificio, è altresì fondamentale analizzare il design e la qualità dele materie prime utilizzate. E’ altresì un determinate individuare le abitudini giornaliere degli occupunti gli edifici e, per quanto possibile, modificarle.

Ad esempio: prendiamo il caso di una villetta bifamiliare. Entrambe sono state costruite con gli stessi materiali, design speculare e giacciono sullo stesso terreno. I valori di Radon riscontrabili all’interno delle due unità immobiliari, però, potrebbero essere del tutto differenti. Vi starete chiedendo il perche !? Perchè il Radon è un gas, ed essendo tale, varia le sue concentrazioni in base anche alle abitudini quotidiane degli occupanti l’immobile. L’areazione dei locali quotidiana è fondamentale affinchè si riscontrino valori di concentrazione di gas Radon accettabili.

gas radon

Gas Radon e i rischi per la salute

Alti livelli di radiazione sono pericolosi, così come il pulviscolo radioattivo nell’aria. Questo può rimanere intrappolato all’interno delle vie respiratorie, continuando ad emettere radiazioni, incluse le particelle α.

Il danno che queste provocano ai tessuti aumentano considerevolmente il rischio di sviluppare un tumore ai polmoni, e il rischio aumenta proporzionalmente ai livelli di gas Radon presenti nell’aria e alla durata dell’esposizione. Si stima che in Italia muoiano ogni anno circa 3mila persone, facendone la seconda causa di morte per tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta.

Essendo la presenza del Radon, nei nostri ambienti, inficiata da diversi fattori, è bene eseguire test specifici per appurarne la concentrazione. In Italia, ad esempio la concentrazione media è pari a 70 Becquerel per metro cubo (Bq/m³) a fronte di una media mondiale di circa 30 Bq/m³. Andando ad analizzare le statistiche relative alle concentrazioni del gas, regione per regione, si evince che regioni come il Lazio, ad esempio, presentano una concentrazione 4 volte superiore a quella di Marche, Basilicata e Calabria. 

Qual’è la concentrazione accettabile

Come preaccennato nel paragrafo precedente, il Radon si misura in unità di misura chiamata Bacquerels ed è calcolata per metro cubo. In genere, livelli inferiori ai 100 Bq/m³ sono considerati a basso rischio. Il rischio aumenta proporzionalmente superando il valore di allerta: concentrazioni superiori a 300 Bq/m³ sono da considerarsi ad alto rischio e meritevoli di .

radon gas

Verificare la presenza e relativa concentrazione di gas Radon nell’aria che respiriamo è abbastanza semplice. Molte regioni italiane stanno rendendo obbligatoria la misura di Radon all’interno di edifici destinati all’accesso pubblico, come ad esempio la Regione Puglia, ma anche i privati possono affidarsi a tecnici misuratori o acquistare un rilevatore permanente di gas radon da installare in casa.

Affidarsi a un tecnico è la scelta obbligata per tutti gli esercizi commerciali che dovranno essere in regola con le certificazioni e rinnovare le misurazioni ogni 5 anni, così come prescritto dalle leggi regionali.

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